L’ultimo giorno a Cimolais: colori, amiche e pietre da portare nel cuore
Ci sono vacanze che finiscono quando si chiude una valigia.
E poi ce ne sono altre che, in qualche modo, continuano
anche dopo essere tornati a casa.
Oggi è il nostro ultimo giorno a Cimolais. Domani
mattina si riparte.
E forse non poteva esserci conclusione più adatta per questi
giorni trascorsi tra montagne, sentieri, acqua, vento, incontri e scoperte:
oggi Cimolais ci ha salutate con una vera esplosione di colore.
Una mattina dentro un arcobaleno
La mattinata è cominciata con la Coloron Thimolei, la
corsa colorata di Cimolais.
Cinque chilometri pensati per stare insieme, muoversi,
divertirsi e lasciarsi — letteralmente — ricoprire dai colori.
Ma quando ci sono dei bambini, diciamolo, la parola corsa
assume rapidamente un significato tutto suo.
Non importa più chi arriva prima.
Importa ridere.
Importa sporcarsi.
Importa guardare una maglietta che pochi minuti prima era
bianca trasformarsi in una tavolozza di giallo, rosa, verde, azzurro e rosso.
Importa mettersi degli occhiali improbabili e scoprire che,
quando tutti sono coperti di colore, anche gli adulti tornano per qualche ora
un po’ bambini.
Nelle fotografie rimarranno il grande cuore colorato, gli
occhiali accesi, i palloncini, le montagne che osservano la festa dall'alto e
soprattutto i visi di chi c'era.
E guardandole abbiamo pensato inevitabilmente a Emma e i
Cuori
Perché, in fondo, un grande cuore colorato in mezzo alla
piazza sembra quasi essere uscito dalle pagine della nostra saga.
Solo che questa volta Emma non deve cercare il significato
di un simbolo misterioso.
Questa volta il cuore è lì, enorme, davanti a noi.
E dentro quel cuore ci sono amicizia, famiglia, gioco e
condivisione.
Emma e i Cuori, fuori dalle pagine
Scrivendo la saga di Emma e i Cuori abbiamo
raccontato tante volte che le cose apparentemente più semplici possono
nascondere qualcosa di molto più grande.
Un incontro.
Un oggetto trovato per caso.
Un luogo.
Un segno.
Una pietra.
Un cuore.
Sono piccoli elementi capaci di trasformarsi in porte verso
una storia.
E oggi, guardando le bambine immerse nei colori della festa,
era difficile non pensare proprio a questo.
Forse il mondo di Emma nasce anche così: dalla capacità dei
bambini di entrare completamente dentro ciò che stanno vivendo.
Senza preoccuparsi troppo di rimanere puliti.
E, a giudicare dalle fotografie di oggi, possiamo confermare
con assoluta certezza che rimanere puliti non era contemplato dal programma.
Poi il silenzio della grava
Nel pomeriggio il ritmo è cambiato completamente.
Dalla musica, dalle persone e dai colori della mattina siamo
passati alla grava, ai piedi delle montagne.
Il cielo aveva già cominciato a cambiare.
La pioggia sarebbe arrivata più tardi.
Ma c'era ancora abbastanza tempo per un'ultima missione.
Cercare pietre.
Emma e le sue amiche hanno camminato tra i sassi e i piccoli
rivoli d'acqua scegliendo con attenzione quelli da raccogliere.
Per un adulto una pietra può essere semplicemente una
pietra.
Per un bambino quasi mai.
Può diventare un personaggio.
Un animale.
Un talismano.
Un piccolo paesaggio.
Oppure un cuore.
Quelle raccolte oggi verranno colorate.
E così qualcosa appartenuto alla montagna cambierà ancora
una volta forma: dalla grava passerà alle mani delle bambine e, attraverso la
fantasia, diventerà qualcos'altro.
Anche questo ci riporta inevitabilmente ai nostri libri.
Perché Emma e i Cuori parla proprio della capacità di
osservare ciò che gli altri attraversano senza vedere e domandarsi:
“E se nascondesse una storia?”
Prima che arrivasse la pioggia
Intorno, le montagne.
Enormi.
Silenziose.
La grava chiarissima attraversata dall'acqua e, in mezzo a
quello spazio immenso, bambine impegnate nella loro ricerca.
È forse una delle immagini più belle con cui salutare
Cimolais.
Dopo i colori della mattina, il pomeriggio ci ha restituito
i colori della natura: il bianco delle pietre, il verde dei boschi, il grigio
delle montagne e l'azzurro che lentamente lasciava spazio alle nuvole.
Poi sarebbe arrivata la pioggia.
Quasi come se anche il tempo avesse deciso che la giornata
poteva terminare lì.
Domani si torna a casa
Domani mattina prepareremo le ultime cose, chiuderemo le
valigie e lasceremo Cimolais.
Porteremo con noi molto più di quello che avevamo
all'arrivo.
Le immagini di Andreis, degli uccelli incontrati al
centro avifaunistico, della preghiera per nonna Camilla, di Barcis e dei suoi
belvedere conquistati con fatica e vento.
E adesso anche Cimolais.
Il grande cuore della Coloron Thimolei.
Le magliette diventate arcobaleni.
Le risate con le amiche.
E alcune pietre raccolte nella grava poco prima della
pioggia.
Piccole cose.
Ma forse è proprio questo che questi giorni ci hanno
ricordato.
Le storie non nascono necessariamente in luoghi
lontanissimi.
A volte cominciano su un sentiero, davanti a un lago,
dentro un bosco o raccogliendo una pietra insieme alle proprie amiche.
Ed è anche da giornate come questa che continua il viaggio
di Emma e i Cuori.
Perché domani torneremo a casa.
Ma certe avventure non finiscono quando si parte.
Diventano storie.
E alcune, prima o poi, finiscono dentro un libro.

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