L’ultimo saluto a Cimolais: certe montagne non si lasciano davvero
Ci sono partenze che iniziano nel momento in cui si caricano
le valigie in macchina.
E poi ci sono partenze che cominciano molto prima.
Cominciano quando guardi per l’ultima volta fuori dalla
finestra. Quando riconosci il profilo delle montagne e pensi che domani mattina
non sarà più lì ad aspettarti. Quando attraversi ancora una volta le strade
diventate familiari e senti che, senza accorgertene, un luogo che all’inizio
era semplicemente la meta di una vacanza è diventato un pezzetto della tua
storia.
Per noi oggi è quel giorno.
È arrivato il momento di salutare Cimolais, le sue
montagne, i boschi e quei torrenti che in questi giorni hanno fatto da sfondo
alle nostre avventure.
E, naturalmente, è arrivato il momento dei saluti.
Ciao Aurora, ciao Virgo
Tra le cose che porteremo a casa non ci sono soltanto
fotografie, pietre raccolte nella grava e vestiti che probabilmente
continueranno a nascondere qualche granello colorato della Coloron Thimolei
ancora per parecchio tempo.
Ci sono soprattutto le persone.
Aurora e Virgo sono entrati nei ricordi di questa
vacanza con quella naturalezza che hanno gli incontri belli: non serve
programmarli e non serve sapere in anticipo quanto diventeranno importanti.
Poi arriva il giorno della partenza e capisci che, insieme
ai luoghi, stai salutando anche loro.
Un ultimo abbraccio, un’ultima fotografia.
E quella frase che accompagna tutte le partenze che non
vorremmo fossero definitive:
«Ci vediamo l’anno prossimo.»
Noi vogliamo crederci davvero.
Un ultimo sguardo alle montagne
Prima di partire sembra quasi necessario voltarsi ancora una
volta.
Le montagne sono sempre lì.
Immense, severe e bellissime.
In questi giorni le abbiamo viste sotto il sole,
attraversate dalle nuvole, accanto all’acqua e illuminate da quella luce capace
di cambiare completamente un paesaggio nel giro di pochi minuti.
Abbiamo seguito torrenti e camminato sulle pietre
chiarissime della grava.
Abbiamo alzato gli occhi verso pareti di roccia che fanno
sentire minuscoli.
Abbiamo attraversato boschi e strade, scoperto paesi,
incontrato persone.
E adesso le guardiamo dal finestrino mentre la strada
comincia a portarci verso casa.
È strano come certi paesaggi riescano a diventare familiari
in così poco tempo.
All’arrivo li osservi perché sono nuovi.
Alla partenza li osservi perché sai già che ti
mancheranno.
La strada verso casa
La macchina è pronta.
Le valigie anche.
O almeno speriamo di non aver dimenticato qualcosa, perché
dopo una vacanza con bambini, escursioni, feste, colori e pietre raccolte
praticamente ovunque, questa certezza non è mai assoluta.
Si parte.
Fuori dal finestrino scorrono ancora il verde, l’acqua e le
montagne.
E mentre ci allontaniamo nasce già un desiderio:
tornare.
Magari proprio l’anno prossimo.
Ma la prossima volta vorremmo aggiungere due persone a
questa storia.
Nonna Camilla e nonno Gianni.
Ci piacerebbe riportarli qui con noi, mostrare loro i posti
che abbiamo scoperto, percorrere insieme qualche strada e fermarci davanti a
questi panorami.
Perché alcuni luoghi, quando ti fanno stare bene, provocano
uno strano effetto: non vuoi semplicemente tornarci.
Vuoi condividerli con le persone che ami.
E forse questo è il nostro vero arrivederci a Cimolais.
Non un addio.
Una promessa.
E intanto, a casa, ci aspetta un’altra avventura
C’è poi un altro motivo per cui questo ritorno ha un sapore
particolare.
Mentre finisce il nostro viaggio tra le montagne, infatti, un
altro viaggio sta per cominciare.
Siamo alle ultime rifiniture di una nuova avventura di Emma
e Leo.
Quelle fasi finali in cui si rilegge una frase dieci volte,
si cambia una parola, la si rimette com’era prima, si sistema un dettaglio e si
continua a pensare:
«Ci siamo?»
Sì.
Ormai ci siamo quasi.
E dopo questi giorni trascorsi tra montagne, torrenti,
incontri, pietre e piccoli avvenimenti capaci di trasformarsi in ricordi, ci
sembra ancora più evidente da dove nascano molte delle nostre storie.
Nascono dalla curiosità.
Dall'amicizia.
Dalla famiglia.
Da qualcosa che un bambino nota mentre un adulto magari gli
passa accanto senza farci caso.
E dalla domanda che accompagna tutto il mondo di Emma:
«E se dietro questa cosa ci fosse una storia?»
Nell’attesa della nuova avventura…
Non vogliamo ancora raccontarvi troppo.
Emma e Leo avranno presto qualcosa di nuovo da farvi
scoprire e preferiamo lasciare ancora un po’ di mistero.
Ma se siete arrivati sul nostro blog da poco, questo è forse
il momento perfetto per conoscere le avventure che li hanno portati fin qui.
I libri già pubblicati sono disponibili su Amazon: potete cercare Emma e i Cuori Emma e il Cuore (5 libri) Edizione copertina flessibile e iniziare il viaggio dall’avventura che più vi incuriosisce.
E se invece Emma fa già parte della vostra libreria, tenete
libero un piccolo spazio sullo scaffale.
La prossima storia sta arrivando.
Stiamo sistemando gli ultimi dettagli e non vediamo l’ora di
poterla finalmente mettere nelle vostre mani.
Arrivederci, Cimolais
La strada continua.
Le montagne diventano lentamente più lontane.
Ma in macchina non stiamo portando soltanto i bagagli.
Ci sono le risate.
Le amicizie.
Aurora e Virgo.
I colori della festa.
I torrenti.
Le pietre raccolte e scelte una per una.
I panorami guardati in silenzio.
E la speranza che, la prossima volta, accanto a noi ci siano
anche nonna Camilla e nonno Gianni.
Forse è proprio questa la cosa più bella dei viaggi.
Partiamo pensando di andare a vedere dei luoghi.
Poi torniamo a casa e scopriamo che sono stati quei luoghi a
lasciare qualcosa dentro di noi.
Ciao, Cimolais.
O forse è meglio dire:
arrivederci.
Perché alcune montagne si salutano.
Ma non si lasciano davvero.
E mentre una strada ci riporta a casa, da qualche parte tra
le ultime correzioni e le pagine ancora aperte sul computer, Emma e Leo sono
già pronti a imboccarne un’altra.


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